Agira.org: il portale di Agira


Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.

Se continui la navigazione o chiudi questo banner, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie accedi all'informativa estesa. Per saperne di piu'

Approvo

Giornata europea della cultura ebraica ad Agira - La rinascita della Sinagoga e del suo Aron

Locandina Giornata Europea della Cultura Ebraica

Il 6 settembre 2015 si terrà in tutta europa la sedicesima edizione della "Giornata europea della cultura ebraica" che quest'anno ha come slogan "Ponti & Attraversamenti".  La manifestazione che ha come fine la promozione della tradizione e della cultura ebraica si propone di far conoscere e riscoprire musei, quartieri, sinagoghe, "giudecche", siti storici e percorsi.  Nel corso dei secoli la comunità ebraica ha vissuto nei vari stati europei, spesso integrata completamente con le popolazioni, altre volte, invece, vittima di discriminazione e di vessazioni, lasciando traccia della propria presenza nel campo architettonico, culturale, artistico e storico, la riscoperta e la rivalutazione di queste tracce è lo scopo della giornata di domenica.

Agira si inserisce a pieno titolo nella giornata europea poichè vanta la conservazione quasi intatta, all'interno della chiesa del S.S. Salvatore, di un Aròn ha Kodesh, uno dei pochi, e sicuramente l'unico per l'europa, esemplare in pietra, simbolo di una presenza forte della comunità ebraica nel paesino ennese e simbolo anche di una comunità stanziale e fortemente radicata nel territorio, gli "Aròn" infatti, che servivano a custodire i rotoli con la "Sefer Torah" o "rotoli della legge", venivano solitamente realizzati in legno poichè in caso di necessità di spostamento della comunità potevano facilmente essere smontati e trasportati, la presenza di un Aròn in pietra indica, quindi, la presenza di una comunità ebraica che non necessitava di spostamenti, quindi si presuppone pienamente integrata con la popolazione locale e non invisa ne ghettizzata dalla stessa.

L'evento di Domenica 6, organizzato da Baruch Triolo e Attilio Funaro e dalla Proloco di Agira, con la collaborazione dell'opera pia "Casa Diodorea" e del Comune di Agira, sarà anche l'occasione per presentare al pubblico il progetto di restauro e di rinascita della Sinagoga di Agira e del suo Aròn. Durante la giornata dopo l'accoglienza a cura delle autorità politiche e la visita all'Aròn ed ai resti della sinagoga si terrà una tavola rotonda che prevede l'intervento di Baruch Triolo, presidente della Charta de la Judeche; Attilio Johel Funaro, Presidente dell'IICE; Nicolò Buccaria esperto di cultura ebraica in sicilia; dell'Arch. Alfio Musumeci, redattore del progetto per il restauro dell'Aròn; Massimo Melli, autore del libro "Il Talmud di Scicli"; del Prof. Giovanni Senfett come rappresentate della Proloco di Agira; il convegno oltre a presentare il progetto di restauro e la storia dell'Aròn stesso, metterà in evidenza anche i vantaggi in termini di sviluppo turistico per il paese ennese ed il circondario.

Tema principale della giornata a livello europeo è "Ponti & AttraversaMenti"  la comunità ebraica si propone di  dare un segnale culturale forte di netto contrasto ai sentimenti di odio e persecuzione verso i diversi, gli stranieri, gli immigrati (tema tanto di attualità in questi giorni), gli episodi di razzismo e antisemitismo purtroppo ancora oggi fortemente presenti e radicati nella nostra società. L'Unione delle Comunità Ebraice italiane vuole quindi utilizzare la cultura come strumento principale per difendere e raccontare i propri valori e costruire ponti ed integrazioni tra comunità e popolazioni.


Vi invitiamo quindi a presenziare alla visita guidata dell'Aròn, dei resti della sinagoga ed alla tavola rotonda e ci auguriamo che questo spirito di integrazione che sembra così fortemente radicato nella comunità ebraica europea possa attraversare le sponde del mediterraneo per raggiungere i territori israeliani e palestinesi e che possa finalmente contagiare i governanti di entrambe le popolazioni affinchè anche in quella terra martoriata possano nascere "Ponti & AttraversaMenti" e non più muri e recinti, non più strisce di territori ma una completa e pacifica integrazione tra popoli.

Programma della manifestazione:

Ore   9:30  - Accoglienza presso Aula Consiliare "Peppino Impastato"
Ore 10:30  - Visita Aròn ha Kodesh - Chiesa S.S. Salvatore
Ore 11:30  - Concerto dell'orchestra da camera "Eco" di Enna - Chiesa S.S. Salvatore
Ore 12:30  - Visita dei resti della Sinagoga
Ore 13:30  - Lunch break
Ore 16:00  - Visita Museo Cultura Materiale "Sac. Silvestro Nasca"
Ore 17:30  - Coffe break
Ore 18:00  - Tavola Rotonda: "Ponti tra passato e presente: la rinascita della Sinagoga di Agira e del suo Aròn

 

 

StampaEmail

Scorie - Regalbuto: "Si stringe il cerchio su Agira" Dubbi i documenti? Il ministero rimanda e la Sogin rimane in silenzio.

E' l'ultimo giorno di Agosto, ed incontriamo nuovamente Giuseppe Regalbuto in un parco del capoluogo ennese per fare il punto della situazione sul "Deposito unico nazionale" che dovrebbe ospitare le scorie radioattive di provenienza medica e dalle centrali dismesse di tutta Italia, la fine del mese doveva coincidere con un momento di chiarificazione, sembrava, infatti, che in prossimità di settembre il ministero rendesse nota la "Carta nazionale dei depositi potenzialmente idonei", così non è stato, dalle dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente Galletti fatte durante il meeting di Comunione e Liberazione (Fonte Corriere della Sera) si evince la necessità di un nuovo rinvio tra l'altro con tempi non contigentati ("l'operazione ha richiesto piu' tempo di quanto avessimo pensato. Non posso dire nulla sui tempi" ).
Il consigliere URPS e presidente della commissione "Miniere Siciliane dismesse" però sembra sicuro del fatto suo ed anzi ci comunica di aver ricevuto altre circolari da parte di Sogin che escludono altre tre regioni e che quindi fanno si che la scelta ricada solo su tre regioni del centro sud, sottolineando anche che, secondo la sua opinione, il territorio del giacimento di salgema sito tra Assoro ed Agira corrisponda appieno alle caratteristiche richieste dall'Ispra, aumentando quindi l'"appetibilità" del giacimento agirino.

Regalbuto si dice soddisfatto del fatto che molti comuni abbiano intrapreso la scelta di dichiare "denuclearizzato" il proprio territorio e spera che tutti i comuni dell'ennese continuino su questo percorso.

L'ex consigliere provinciale sceglie di mantenere però il massimo riserbo sulla documentazione in suo possesso affermando che la mostrerà solo dopo il nulla osta ufficiale del ministero, ribadendo che tra le sue mani vi sono delle comunicazioni ufficiali della Sogin che vanno da dicembre dell'anno scorso fino a qualche settimana fa, e a sostegno di questo ci fa vedere diversi articoli di stampa, alcuni risalenti anche a gennaio di quest'anno (Quotidiano di Sicilia, Il sole 24 ore, Lettera 43) ma non i documenti ufficiali.
Sulla bontà dei documenti mostrati nella scorsa intervista non transige adducendo come motivazione la propria carica (Presidente della commissione miniere dismesse)  affermando che corrispondono ad un nuovo studio Sogin, studio che lo stesso Regalbuto ha deciso di rendere pubblico in parte e che riprende e riconferma in buona parte quello del 2003 che individuava il sito di Scanzano Ionico come deposito designato (potete scaricare quello che probabilmente potrebbe corrispondere allo studio del 2003 qui, usiamo il condizionale perche la Sogin da noi contattata non conferma ne smentisce la paternità di questo documento).
Documento "presunto sogin" pag-63-64Regalbuto dice che nel 2003 i siti di Assoro-Agira, Salinella e Resuttano furono esclusi (sottilineando l'esclusione al 4 step del processo di decisione) per motivazioni infrastrutturali e di viabilità per il trasporto dei rifiuti stessi, da quando risulta dal documento "ipoteticamente Sogin" il sito di Agira - Assoro, di Salinella e di Resuttano invece venivano esclusi per le caratteristiche di stabilità geologica "si rileva che i siti siciliani sono sottoposti ad un insieme di sollecitazioni per evoluzione geomorfologia e tettonica alquanto complesse e gravose, in grado di comprometterne, nel tempo, la stabilità geologica". Ed al punto 9.6 del suddetto documento (pagina 63 di 114) si legge ancora:
"Individuazione finale del sito
Queste ultime considerazioni, unitamente a quelle espresse nel precedente paragrafo 9.4 in merito alla sismicità delle aree siciliane, hanno portato, pertanto, al convincimento che il sito di Metaponto-Scanzano Jonico e in particolare il deposito di salgemma rinvenuto nel sottosuolo del comune rappresenta, con riferimento alle assunzioni di cui in premessa, e allo stato attuale delle conoscenze, il sito più idoneo ad ospitare un Deposito Nazionale centralizzato unico per lo smaltimento:
– dei rifiuti radioattivi di medio/bassa attività;
– e, in una prospettiva di più lungo termine, a seguito dei positivi risultati della sperimentazione in un Laboratorio da realizzare all’interno dello stesso giacimento salino, anche dei rifiuti ad alta attività e lunga vita media. Le attività della Terza Fase della procedura di selezione del sito potranno confermare in via definitiva la scelta effettuata."
Documento "presunto sogin" pag. 110Documento mostratoci da RegalbutoSempre esaminando il documento di "paternita presunta Sogin" si evince una palese discrepanza tra quest'ultimo e quanto mostratoci da Regalbuto, la pagina 110 di 114 che nel documento "presunto Sogin" recita "A4. SITI IN DEPOSITI SALINI ESCLUSI PER CARATTERISTICHE GEO-MORFOLOGICHE E GIACITURALI" diventa solo "A4. SITI IN DEPOSITI SALINI" in quello mostrato da Regalbuto, che sostiene di averlo così ricevuto a fine 2014 da Sogin stessa. (qui a lato vi postiamo i due documenti a confronto)

La nostra redazione ha provato a contattare Sogin, ma la stessa come detto prima mantiene il più assoluto riserbo sulla tematica, e non conferma o smentisce nulla di quanto sopra, tramite i mezzi di stampa fa però sapere di essere pronta ad incontrare le popolazioni per rassicurare le stesse sulla sicurezza degli impianti.

Ammesso che entrambi i documenti siano veramente di provenienza Sogin, la domanda che ci sorge spontanea è: la struttura del nostro territorio è cosi mutevole da far si che un territorio escluso nel 2003 possa diventare idoneo nel 2015? o la tecnologia di stoccaggio è progredita così tanto da poter superare i problemi geologici, geomorfologici e giaciturali presenti nel 2003?

Sottilineando la ferma e convinta contrarietà dell'autore scrivente e di tutta la redazione di Agira.org alla realizzazione nel nostro territorio del deposito, è questo quindi il punto della situazione, dati discordanti e dichiarazioni che, causa il segreto apposto sulla mappa, non possono passare al vaglio di una verifica documentale, bisognerà quindi aspettare l'ufficialità della mappa per smentire queste "indiscrezioni" che vedono il nostro territorio interessato ad ospitare il deposito unico, ai nostri lettori va il consiglio di prendere "cum grano salis" tutto quanto passa per i media sul tema documentandosi da più fonti ed elaborando la propria idea; in uno studio di qualche anno (2009) fa dell'Enea (Deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi: linee guida per la definizione di un piano di azioni per informare, coinvolgere e ottenere il consenso del pubblico, Frontespizio) al punto 4.11 tra gli "ulteriori suggerimenti" predisposti dagli esperti redattori del documento a favore di chi nei nostri giorni sta individuando i siti potenzialmenti compatibili si scriveva così "Il coinvolgimento deve riguardare tutti gli abitanti di tutti i possibili siti  compatibili prima della scelta", chissà che questa campagna mediatica fatta di dire e non dire, di affermazioni e smentite non sia un modo per sondare la reazione della popolazione locale preventivamente all'ufficialità della mappa CNAPI..

Ai nostri rappresentanti rinnoviamo l'invito a tenere alta l'attenzione sull'argomento e di porre in atto quanto nelle loro possibilità per scongiurare che il deposito venga realizzato nel nostro territorio già penalizzato per mancanza di infrastrutture e lavoro, che scotterebbe il costo dello sviluppo altrui penalizzando lo sviluppo turistico e agrario con il dubbio sempre forte dell'effettiva innocuità delle scorie a lungo termine.

 

StampaEmail

Domenica 30 Agosto la Terza edizione di "Agira Cavalli" con tema "I Siciliani"

locandina agira cavalliSi svolgerà domenica 30 agosto 2015 la terza edizione della manifestazione "Agira Cavalli" organizzata dall'associazione "Il cavallo per Amico", in via Largo Fiera sotto la villa comunale. Nella sua terza edizione, secondo le intenzioni del regista ed autore Francesco Coppa, l'evento si evolve verso la maturità differenziandosi e caratterizzandosi dalle altre mostre di cavalli, per diventare un vero e proprio "spettacolo sportivo e teatrale". "I siciliani" il tema scelto dall'autore, un racconto ed un percorso storico e culturale lungo secoli di storia per ricordare e rappresentare l'evoluzione della nostra meravigliosa isola attraverso le innumerevoli dominazioni, evoluzione e trasformazione vista dall'ottica del binomio "uomo-cavallo". Il cavallo, animale che ha accompagnato l'evoluzione dell'uomo, quindi come mezzo e spunto per raccontare storie, scontri, guerre, difese dell'onore, grandi amori, grandi ostilità sullo sfondo dell'eterna alternanza generazionale. Lo spettacolo sarà accompagnato dalle musiche del maestro Ennio Morricone per la quasi totalità delle esibizioni, e vedrà la collaborazione di diversi artisti locali e provenienti da tutta la sicilia, l'intera organizzazione e realizzazione dell'evento è stata ideata ed  messa in piedi da amatori non professionisti che hanno fatto del cavallo e dell'amore per lo stesso il proprio hobby preferito. Appuntamento quindi Domenica 30 Agosto ad Agira per visionare lo spettacolo che ci regalerà la terza edizione di "Agira Cavalli", di seguito vi proponiamo un reportage fotografico dell'edizione precedente.

 

StampaEmail

Agira comune denuclearizzato

Al termine del consiglio comunale che in seduta straordinaria, con il voto favorevole di tutti i consiglieri presenti, nomina Agira paese denuclearizzato abbiamo intervistato il sindaco di Agira On. Maria Greco.
Subito dopo la delibera assunta dal consiglio il sindaco ha emesso un'ordinanza che vieta non solo la costruzione di impianti e depositi nucleari, ma anche il transito di materiali radioattivi sull'intero territorio comunale.
Il primo passo per scongiurare che Agira possa diventare il deposito unico nazionale di rifiuti radioattivi, ipotesi che potrebbe trovare conferma a inizio settembre, quando il ministero dello sviluppo economico pubblicherà l'elenco dei siti individuati sul territorio nazionale.

StampaEmail

Agira - Deposito unico rifiuti nucleari - La parola a Giuseppe Regalbuto

Estratto Documento SogimEstratto Documento Sogim"Il giacimento è ubicato a pochi chilometri a nord-est di Enna, in un area di rilievi collinari (...) La culminazione topografica è costituita dal monte di Nissoria a 775m slm. L'area collinare è delimitata a Nord dal Fiume Salso e a Sud dal fiume Dittaino". Giuseppe Regalbuto questa volta parla con carte alla mano, è un documento ufficiale della Sogin quello in suo possesso, documento inviatogli dalla Societa Gestione Impianti Nucleare in quanto presidente della commissione Miniere dismesse dell’Urps. Il documento non è l'ultimo che ha ricevuto, ma i più recenti sono ancora secretati e non può mostrarceli, comunque sostiene che il sito del giacimento di salgemma (non si tratta quindi di una miniera ma di una zona mineraria ancora non sfruttata) ha il 33% di possibilità di diventare il Deposito unico nazionale dei rifiuti radiattivi, a contendersi questo sgradito primato con il giacimento ennese ci sarebbero la Basilicata e la Puglia. Un area vastissima che si estende per quasi 20Km che, purtroppo, risponde a tutti i requisiti richiesti dall'ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/files/nucleare/GuidaTecnica29.pdf ), che abbraccia il territorio che va da Enna fino ad Agira, territorio che ricade nei possedimenti dei comuni di Agira, Assoro, Nissoria e Leonforte.

Mappa SogimUn'area enorme, naturalmente ricca di salgemma per cui non è previsto lo "sfruttamento minerario" e quindi potrebbe essere destinata a diventare il deposito unico, area talmente vasta che,  presuppone il presidente Regalbuto, potrebbe raccogliere non solo i rifiuti nucleari dell'intero territorio italiano ma quelli di tutta Europa, rifiuti nucleari di provenienza medica e da centrali dismesse, quindi, con vari indici di radiattivita. I depositi che dovrebbero essere costruiti nel territorio ennese dovrebbero avere la capacità e la portata per poter accoglierli proprio tutti.
Il ritorno per il territorio? L'occupazione che si verrebbe a creare grazie al deposito stesso ed opere viarie ed infrastrutture. Ma i rischi per la popolazione? Quelli sono stati "studiati" e "valutati", sono minimi e contenibili, secondo Sogim e ISPRA, ma è veramente così? Non era così per l'amianto forse? O per tante altre sostanze risultate poi nel tempo tossiche?
I ministeri comunicano che a fine agosto o inizi settembre comunicheranno una lista di decine di siti idonei e che verrano valutati insieme alla popolazione ed ai rappresentanti locali ( http://www.minambiente.it/comunicati/nucleare-guidi-galletti-deposito-non-si-decide-fine-agosto-percorso-articolato-ma ), Regalbuto sostiene che i siti da valutare siano rimasti solo tre, dove sta la verità? Gli enti locali e la popolazione avranno veramente voce in capitolo? Se si perchè come si evince nel sito dedicato al "Deposito Nazionale" ( http://www.depositonazionale.it/Localizzazione/Pagine/Come-si-arrivera-a-individuare-il-sito-dove-costruire-il-Deposito-Nazionale.aspx ) :

«Successivamente, il Ministero dello Sviluppo Economico, come stabilito dal Decreto Legislativo 31/2010, individuerà il sito con un proprio Decreto, che sarà emanato anche nel caso in cui dovessero fallire le diverse e reiterate procedure per il raggiungimento dell’intesa».


il sito verrà individuato ugualmente anche se dovessero fallire le diverse e reiterate procedure, come scrive direttamente Sogin?


Nell'attesa che gli atti di richiesta di informazioni dei nostri rappresentanti inizino a dipanare dubbi e a dare risposte certe non possiamo fare altro  che rinnovare l'invito a tutte le forze politiche, della società civile ad impegnarsi al massimo delle loro capacità e competenze per scongiurare l'eventualità che tale deposito arrivi nei nostri territori, la Sicilia e l'Ennese soprattutto, hanno bisogno sì di sviluppo, ma di sviluppo turistico (chi verrebbe a passare una tranquilla vacanza nell'entroterra a poche centinaia di metri dalle scorie nucleari?), dell'agricoltura (vi cibereste di ortaggi o cereali coltivati a lato ai depositi?) , dell'industria e non certo del contentino di avere un centinaio di operai impegati e qualche strada come controparte per lo smaltimento dei rifiuti nucleari frutto dello sviluppo altrui!
A breve pubblicheremo il video integrale con l'intervista.

StampaEmail