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Agira sarebbe tra i tre siti idonei ad ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi. La popolazione avvertita solo a cose fatte?

scorie nucleariSi torna a parlare di depositi nucleari nell'ennese, una ex miniera di salgemma, vista la bassa permeabilità dei depositi salini,  sita nel territorio agirino ed al confine con Leonforte e Nissoria sarebbe, secondo le indiscrezioni che sarebbero state rivelate a siciliainformazioni.com (http://www.siciliainformazioni.com/181201/incubo-scorie-sicilia-rifiuti-nucleari-ad-agira ),  uno dei tre siti (Salinella e Resuttano gli altri due) ad aver superato la seconda fase dello studio compiuto dall'ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/files/nucleare/GuidaTecnica29.pdf) per l'individuazione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi.
Il deposito nazionale dovrebbe ospitare quindi i circa 90 mila metri cubi di scorie nucleari italiane, che sono il prodotto, per circa il 40 percento, residuo delle installazioni di medicina nucleare e per il restante 60 percento il risultato delle operazini di smantellamento delle centrali nucleari.
I tecnici della Sogim, società che si occupa della dismissione degli impianti nucleari italiani, hanno consegnato la Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee al ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo economico (http://www.sogin.it/it/Chi-siamo/Deposito-Nazionale-Parco-Tecnologico/Pages/Deposito-Nazionale-e-Parco-Tecnologico.aspx ) (http://www.minambiente.it/comunicati/procede-liter-lapprovazione-e-la-pubblicazione-della-cnapi). Tale documento dovrebbe diventare di pubblico dominio nelle prime settimane di settembre, e quindi si avrà conferma o smentita delle indiscrezioni odierne.
Per completezza di informazione vi è da dire che secondo un comunicato stampa ufficiale del ministero dell'ambiente ( http://www.minambiente.it/comunicati/nucleare-guidi-galletti-deposito-non-si-decide-fine-agosto-percorso-articolato-ma ), il passaggio di fine agosto non individuerà il sito definitivo ma un nulla osta per una lista di siti potenzialmente idonei che sarà il momento di avvio di una lunga fase di consultazione pubblica in cui verranno coinvolti sia le regioni sia gli enti locali, sia i cittadini che la comunità scientifica.
Non resta che augurarsi che sia veramente così, purtroppo nel passato i cittadini dei territori interessati sono venuti a conoscenza di ricadere in aree soggette ai pericoli, veri o presunti, dimostrabili o no, di un deposito nucleare o di rifiuti speciali, solo tramite indiscrezioni come queste o comunque a cose fatte.  Anche in questo caso, ad oggi si sa poco e nulla, in quanto fino alla data odierna la mappa consegnata dalla Sogin all'Ispra sembrerebbe essere ancora secretata, negando di fatto alla cittadinanza, al "popolo sovrano" che tramite i propri rappresentanti regionali e nazionali potrebbe sapere in anticipo se il proprio territorio è stato "scelto" per la costruzione di tale deposito ed eventualmente presentare a chi di dovere le proprie rimostranze.
Il nostro augurio è che tali "indiscrezioni" siano campate in aria e che al nostro territorio già martoriato di suo per condizioni economiche ed infrastrutturali sia risparmiato questo ennesimo "privilegio" che l'amministrazione centrale sembrerebbe volerci riservare. Invitiamo anche i nostri rappresentati politici di ogni grado e livello dal consigliere comunale al deputato europeo a porre in atto quanto in loro potere per verificare la veridicita di questa notizia per poter quindi intraprendere ogni iniziativa atta a salvagurardare il nostro territorio e la nostra salute.

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