Agira.org: il portale di Agira


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Franco (detto Ciccio) Pasticcio: Seriet? giornalistica
Complimenti ai redattori del sito per l?imparzialit? con cui ci state informando circa la squallida vicenda delle antenne selvagge abusivamente istallate ad Agira. Lo stesso non si pu? dire della scorretta Azzurratv che ancora una volta volutamente sta omettendo di dare notizie veritiere in merito, manipolando in maniera platealmente di parte quelle pochissime date. In questo modo anche i telespettatori pi? ingenui hanno capito che, in barba alla salute dei cittadini, cospicui interressi economici gravitano attorno all?istallazione dei ripetitori e di cui la fetta maggiore con la complicit? tacita del sindaco la vorrebbero i proprietari del terreno che tra l?altro sono gli stessi di Azzurratv. La credibilit? persa non la si riacquista mai pi?, pensateci redattori di Azzurratv!

Sabato, 21 Agosto 2004
Davide: Favola
Qualcuno sa chi a scritto questa favola ??? Esiste un paese, da qualche parte, a cui la storia ha riservato uno strano destino. Un paese come tanti altri, una piccola cittadina, un ranocchio di stagno inevitabilmente condannato a diventare principe di un regno fantasma. Agira sorge ( o sorgeva o non ? mai sorta perch? ? sempre esistita) in una valle che ne circonda l'estensione, un grande vaso pieno di case e uomini come di terra e fiori; vicino, troppo vicino alla valle, un grande corso d'acqua, testimone della sua nascita, quasi metafora di un tempo in continuo fluire, di cui non si scorge sorgente e foce ma solo rumoroso passaggio. Con Agira qualcuno ha voluto giocare il gioco del tempo, come solo mano d'uomo sa giocarlo in guerra e libri, il gioco di chi cambia le regole e scrive la storia senza capire che non ci sono regole, che non c'? storia. In poco pi? di un attimo di un anonimo giorno di Settembre un artificioso boato devia di colpo il corso del fiume verso la valle evacuata, sommergendo il luogo di mille possibili vite, le case di ricordi dei vecchi e i castelli in aria dei bambini; un boato di un attimo e poi un silenzio di secoli. Immemori del mito di Atlantide viviamo immersi nell'aria, vicino al cielo; di questo abbiamo imparato ad ammirarne la rassicurante incommensurabilit?, con gli occhi coperti dal velo della riverenza. I nostri spazi sono scolpiti nell'aria o germogliano dalla terra, dominiamo lo spazio attraverso le misure dei nostri corpi e la gravit? in fondo non ci fa paura anzi ci tiene per mano nelle nostre case. E' cos? lentamente dimentichiamo l'elemento di cui siamo composti, il fluido da cui fummo partoriti con dolore, quello che seppe darci vita pi? di qualunque respiro, quello che seppe conservare latente la nostra probabile esistenza e confortare un attesa di millenni; abbiamo dimenticato le musiche di madre acqua anche se i pi? attenti ne riescono a cogliere ancora l'aspro profumo sulla riva di qualche mare invernale. Ad Agira puoi camminare nel luogo che, senza saperlo, hai sempre desiderato conoscere; puoi fare breccia nel tuo corpo e sentire l'acqua, che peraltro hai dentro, scorrere tra acqua, in un silenzio denso di sussurri, perch? la tua vera voce ? un sussurro, difficile da ascoltare nel frastuono del mondo, e tu, senza saperlo, lo hai sempre creduto. Agira ? il ventre, forse l'ultimo paradiso. Ad Agira nulla ha senso, o forse tutto ha il senso che vuoi dargli; tranne le case, queste mantengono il senso che credevano di avere una volta, mantengono il senso del loro passato, la traccia di un origine ormai impossibile da datare. Sono vecchie e giovani insieme le case di Agira, hanno porte e finestre e altezze diverse, come nel mondo d'aria, ma nulla ti impedisce di varcare la soglia di una finestra, camminare su un tetto spiovente, o scalare una parete d'alabastro con grazia di sirena. Ad Agira non c'? il dolore delle cadute, non c'? il sonno della stanchezza. Si dice che talvolta Agira sia nuovamente riempita d'aria, questo non ? molto bello per lei, ma forse, in quel momento, puoi vederla anche tu che non credi alle mie parole di viaggiatore; stupisciti, dunque, se non vuoi credere che esista una citt? immersa sul fondo di un lago, continua pure a respirare la tua aria, ma ricorda ogni qual volta il sudore bagner? le tue labbra e scioglier? i tuoi pensieri che c'? un Agira in ogni esistenza non da tirare fuori ma in cui immergersi a fondo. Grazie a chi sapr? darmi qualche indicazione utile sull'autore o su come contattarlo.

Sabato, 21 Agosto 2004
Giovanni: Fiaba
Ciao DAVIDE, la tua favola ? online da diversi anni sul sito www.agyrion.it cliccando su "fiaba". Il gestore del sito comunque non specifica l'autore. Ciao.

Sabato, 21 Agosto 2004
AGIRA LIBERA!: A Quartoangelo
E ora di agira il gruppo dei vendicatori ? pronto, e tu? Insieme porremo fine al regno del male

Mercoledì, 25 Agosto 2004
quartoangelo: Sono pronto!
Ore 10:30 nido della rondine. Ti confermo 1 giorno prima.

Giovedì, 26 Agosto 2004
 
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