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Agira - Deposito unico rifiuti nucleari - La parola a Giuseppe Regalbuto

Estratto Documento SogimEstratto Documento Sogim"Il giacimento è ubicato a pochi chilometri a nord-est di Enna, in un area di rilievi collinari (...) La culminazione topografica è costituita dal monte di Nissoria a 775m slm. L'area collinare è delimitata a Nord dal Fiume Salso e a Sud dal fiume Dittaino". Giuseppe Regalbuto questa volta parla con carte alla mano, è un documento ufficiale della Sogin quello in suo possesso, documento inviatogli dalla Societa Gestione Impianti Nucleare in quanto presidente della commissione Miniere dismesse dell’Urps. Il documento non è l'ultimo che ha ricevuto, ma i più recenti sono ancora secretati e non può mostrarceli, comunque sostiene che il sito del giacimento di salgemma (non si tratta quindi di una miniera ma di una zona mineraria ancora non sfruttata) ha il 33% di possibilità di diventare il Deposito unico nazionale dei rifiuti radiattivi, a contendersi questo sgradito primato con il giacimento ennese ci sarebbero la Basilicata e la Puglia. Un area vastissima che si estende per quasi 20Km che, purtroppo, risponde a tutti i requisiti richiesti dall'ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/files/nucleare/GuidaTecnica29.pdf ), che abbraccia il territorio che va da Enna fino ad Agira, territorio che ricade nei possedimenti dei comuni di Agira, Assoro, Nissoria e Leonforte.

Mappa SogimUn'area enorme, naturalmente ricca di salgemma per cui non è previsto lo "sfruttamento minerario" e quindi potrebbe essere destinata a diventare il deposito unico, area talmente vasta che,  presuppone il presidente Regalbuto, potrebbe raccogliere non solo i rifiuti nucleari dell'intero territorio italiano ma quelli di tutta Europa, rifiuti nucleari di provenienza medica e da centrali dismesse, quindi, con vari indici di radiattivita. I depositi che dovrebbero essere costruiti nel territorio ennese dovrebbero avere la capacità e la portata per poter accoglierli proprio tutti.
Il ritorno per il territorio? L'occupazione che si verrebbe a creare grazie al deposito stesso ed opere viarie ed infrastrutture. Ma i rischi per la popolazione? Quelli sono stati "studiati" e "valutati", sono minimi e contenibili, secondo Sogim e ISPRA, ma è veramente così? Non era così per l'amianto forse? O per tante altre sostanze risultate poi nel tempo tossiche?
I ministeri comunicano che a fine agosto o inizi settembre comunicheranno una lista di decine di siti idonei e che verrano valutati insieme alla popolazione ed ai rappresentanti locali ( http://www.minambiente.it/comunicati/nucleare-guidi-galletti-deposito-non-si-decide-fine-agosto-percorso-articolato-ma ), Regalbuto sostiene che i siti da valutare siano rimasti solo tre, dove sta la verità? Gli enti locali e la popolazione avranno veramente voce in capitolo? Se si perchè come si evince nel sito dedicato al "Deposito Nazionale" ( http://www.depositonazionale.it/Localizzazione/Pagine/Come-si-arrivera-a-individuare-il-sito-dove-costruire-il-Deposito-Nazionale.aspx ) :

«Successivamente, il Ministero dello Sviluppo Economico, come stabilito dal Decreto Legislativo 31/2010, individuerà il sito con un proprio Decreto, che sarà emanato anche nel caso in cui dovessero fallire le diverse e reiterate procedure per il raggiungimento dell’intesa».


il sito verrà individuato ugualmente anche se dovessero fallire le diverse e reiterate procedure, come scrive direttamente Sogin?


Nell'attesa che gli atti di richiesta di informazioni dei nostri rappresentanti inizino a dipanare dubbi e a dare risposte certe non possiamo fare altro  che rinnovare l'invito a tutte le forze politiche, della società civile ad impegnarsi al massimo delle loro capacità e competenze per scongiurare l'eventualità che tale deposito arrivi nei nostri territori, la Sicilia e l'Ennese soprattutto, hanno bisogno sì di sviluppo, ma di sviluppo turistico (chi verrebbe a passare una tranquilla vacanza nell'entroterra a poche centinaia di metri dalle scorie nucleari?), dell'agricoltura (vi cibereste di ortaggi o cereali coltivati a lato ai depositi?) , dell'industria e non certo del contentino di avere un centinaio di operai impegati e qualche strada come controparte per lo smaltimento dei rifiuti nucleari frutto dello sviluppo altrui!
A breve pubblicheremo il video integrale con l'intervista.

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