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L’emigrazione tema di uno stage formativo per gli studenti del Liceo delle Scienze Sociali di Agira ANIMA MIGRANTE Anima migrante è il titolo dello stage formativo in cui sono stati impegnati in quest’anno scolastico gli alunni delle classi terze e quarta dal Liceo delle Scienze Sociali di Agira con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Agira. Si è trattato di tutta una serie di attività che hanno visto gli alunni direttamente coinvolti nell’effettuare una ricerca sui significati storici e sociali dell’emigrazione, avvicinandoli a comprendere meglio un fenomeno che ha segnato in profondità il tessuto sociale della loro città e il vissuto di tanti e tanti agirini in questi decenni, fino ad oggi. L’intento delle varie attività comprese all’interno dello stage non è stato solo quello di conoscere un pezzo importante della storia locale, ma attraverso anche la retrospettiva storica, d’apprezzare la complessità degli aspetti sociali che ogni esperienza d’emigrazione coinvolge, ieri come oggi, e dovunque essa viene a segnare tanti percorsi di vita individuali. Lo svolgimento dello stage è passato anche attraverso alcuni momenti di approfondimento teorico, realizzati mediante l’incontro con esperti esterni. Il 16 marzo è stato ospite del Liceo il dott.Alberto Micalizzi, studioso di storia dell’emigrazione siciliana e autore di diverse importanti pubblicazioni su tale materia. La conferenza di Micalizzi - centrata intorno al titolo “Bisognava partire…l’emigrazione siciliana attraverso le foto, i documenti e i giornali dei nostri connazionali all’estero” - ha proposto col supporto di un gran numero di documenti dell’epoca, un’analisi delle principali fasi di esodo dalla Sicilia nel Novecento, mettendone attentamente a fuoco le caratteristiche tipiche e ricordando le difficoltà e i disagi che storicamente hanno accompagnato la vita degli emigranti. L’11 aprile, altra gradita ospite è stata la prof.ssa Graziella Scuderi, docente di pedagogia interculturale all’Università di Catania, la quale ha invece proposto un’articolata riflessione su Il valore delle differenze culturali nella società del XXI secolo. In questo caso, a partire dall’analisi del fenomeno migratorio si è voluto ricordare come oggi parlare di emigrazione significhi sempre più guardare alla crescita di società multiculturali, nelle quali è auspicabile che sia rispettato il diritto all’identità culturale e siano promosse a più livelli strategie di integrazione. Continuando in questa chiave, l’incontro del 20 aprile sul tema Accoglienza e integrazione ha voluto saldare in un circolo ideale i fenomeni tradizionali dell’emigrazione siciliana e italiana con le attuali realtà d’immigrazione. Gli interventi dei vari ospiti – il dott.Bombaci, la dott.ssa Amoruso, il prof. D’Anna – hanno in questo caso offerto un contributo per pensare a come si possa creare e fare crescere una sensibilità attenta ai bisogni di quanti oggi sono coinvolti nelle nuove vie dei processi migratori. Anche la ricerca degli studenti sul piano pratico si è mossa in maniera articolata, su più livelli, e tra le varie piste seguite per la ricostruzione dell’emigrazione agirina, quella che più ha consentito di entrare dentro la conoscenza dei significati del fenomeno migratorio è stata, insieme alla realizzazione di interviste e alla raccolta di testimonianze e racconti biografici, la raccolta di fotografie e di altri documenti –lettere, cartoline, pagine di diari – che hanno costituito tante vie efficaci per capire tanti problemi connessi all’emigrazione ‘toccandoli con mano’ e per cercare di arrivare pian piano a una visione d’insieme, a partire dalle cose più comuni della vita quotidiana. E così anche, il momento conclusivo dello stage si è pensato di realizzarlo con una presentazione del lavoro svolto, mediante una mostra fotografica, allestita nei locali del Circolo degli Operai e aperta al pubblico nei giorni 11 e 12 maggio, in coincidenza coi festeggiamenti di S.Filippo. La mostra fotografica ha voluto rappresentare non soltanto una galleria d’immagini del passato, ma il contenitore di un insieme di sentimenti condivisi, di rappresentazioni, di simboli attraverso cui Agira si è ritrovata con l’altra Agira, quella disseminata un po’ nelle varie parti del mondo dietro i sentieri migratori. E’ stata significativa perciò anche la lettura, in apertura dell’inaugurazione della mostra, dei vari messaggi augurali che sono giunti dalle associazioni agirine presenti in Australia, così come il messaggio di vicinanza all’iniziativa giunto da Mario Ridolfo a nome di tutta l’Associazione Famiglia Agirina di Milano. Parimenti importante è stata accanto alla presenza del sindaco Giunta, la partecipazione all’inaugurazione dell’Avv. Mimmo Azzia, presidente dell’Associazione Siciliamondo, che ha ricordato con quanto impegno l’associazionismo degli emigrati agirini e siciliani operi per la valorizzazione dell’identità d’origine. Tra i tanti pannelli espositori, ricchi di belle fotografie, i giovani studenti del Liceo agirino hanno voluto mettere al centro della sala un’antica valigia, che come sempre riunisce in una sola immagine il sentimento di quanti attorno ad essa hanno organizzato la loro esperienza di vita e attraverso di essa sentono sempre qualcosa che parla di loro.
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